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African National Congress

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Il partito fu fondato l'8 gennaio del 1912 allo scopo di difendere i diritti e le libertà della maggioranza nera della popolazione sudafricana. Il nome originario del partito era "South African Native National Congress".

Nel 1944 nacque la Lega giovanile dell'ANC, che assicurò un ricambio generazionale e l'inizio di un forte impegno per la non violenza.

Nel 1947 iniziò la collaborazione con la Natal Indian Congress, fondata da Mahatma Gandhi, creando così le basi per l'opposizione al governo guidato unicamente da bianchi.

 

Gli anni '50

 

Il ritorno al potere del Partito Nazionale, afrikaner, determinò l'inizio della politica di apartheid.

In tutti gli anni '50 ai neri fu impedito di esercitare il diritto di voto e vennero loro negati i diritti civili e politici.

Nel 1952 l'ANC diede vita a boicottaggi e scioperi simili a quelli organizzati da Mahatma Gandhi in India. Nel 1955 l'ANC aderì al Congresso del Popolo, formato insieme al South African Indian Congress (indiani) e al Congress of Democrats (bianchi).

Fu approvata la Carta della Libertà, che l'ANC utilizzerà come proprio programma e come base della Costituzione del 1994.

Nel 1956 156 esponenti dell'ANC vennero arrestati ed incarcerati.

 

Gli anni '60


Nel 1960, l'ANP iniziò la battaglia contro la Pass Law, una legge che obbligava i neri a portare con sé una tessera da esibire ogni per entrare nei territori riservati ai bianchi: era un vero e proprio "passaporto per i neri".

Il PAC si impegnò contro la legge con vere e proprie proteste, nelle quali furono uccisi 69 manifestanti.

In conseguenza agli scontri, le organizzazioni per i diritti civili furono bandite e l'ANC fu costretta ad operare in clandestinità, avviando anche azioni violente, comunemente descritte come terroristiche.

Nel 1960, il leader del partito, Albert Lutuli, ricevette il Premio Nobel per la Pace.
I leader dell'ANC, ormai in esilio o in clandestinità, decisero di abbandonare l'impegno non violento in stile gandhiano e costituirono delle organizzazioni militari con lo scopo di organizzare azioni di sabotaggio.

Il leader di queste organizzazioni, Mandela, venne arrestato con l'accusa di terrorismo nel 1962 e condannato al carcere a vita.

 

Gli anni '70 ed '80


Sotto la guida di Oliver Tambo, l'ANC negli anni '70 e '80 incrementò le azioni di sabotaggio.

Si costruirono basi in Mozambico, Botswana e Swaziland.

L'esercito sudafricano organizzò un attacco a queste basi.

Nel 1988, Dulcie September, che stava investigando sul commercio di armi tra Francia e Sudafrica, fu ucciso a Parigi.

Quest'omicidio non fece che aumentare la pressione internazionale. Nel 1990 il presidente sudafricano de Klerk decise di togliere il bando all'ANC e al PAC.

 

Dagli anni '90 ad oggi

 

L'ANC ottenne alle prime elezioni a suffragio universale del 1994 il 62% dei seggi e Mandela fu eletto primo presidente del Sudafrica.

Alle elezioni provinciali, l'ANC ottenne la stessa pecentuale di voti. Nel KwaZulu-Natal, però, non avendo nessun partito conseguito la maggioranza assoluta dei voti, l'ANC si alleò con il Partito Inkata per la Libertà (Inkatha Freedom Party).

Tale coalizione si è ripetuta anche nel 1999.
Le elezioni nazionali del 1999 videro l'ANC incrementare i propri voti (66%) e seggi (266).

Ciò nonostante l'ANC decise di coalizzarsi con il Nuovo Partito Nazionale (NNP), erede del Partito Nazionale di de Klerk, che era crollato.
Dal 2001, l'alleanza con comunisti e sindacati ha cominciato a traballare e l'ANC si è indirizzato verso una politica più liberale. Alle elezioni del 2004, l'ANC ha aumentato ancora i propri consensi giungendo al 69% dei voti e a 270 seggi.

L'unico partito che sembra resistere all'avanzata dell'ANC è l'Alleanza Democratica (12%), mentre il NNP ha deciso di sciogliersi.
Negli ultimi anni non sono mancate polemiche e difficoltà.

Infatti, nonostante il successo elettorale, le difficoltà sono andate aumentando.

Si sono aggiunte anche le accuse di corruzione nei confronti del presidente dei deputati dell'ANC.
Nonostante le difficoltà, l'ANC ha ottenuto alle elezioni del 2006 oltre il 66% di voti.

 

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